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31 Maggio 2020

Solennità di Pentecoste 2020

Il messaggio di S.E. Mons. Giovanni Checchinato, vescovo della diocesi di San Severo, per la solennità di Pentecoste: “Diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3, 1).

Carissimi,
ho pensato di consegnarvi alcuni pensieri dopo il faticoso e lungo periodo di pandemia, per augurarvi una ripartenza “evangelica”.

Non a caso questa “Fase 2” coincide con la Pentecoste, “fase 2” anche quella:
una comunità di uomini e donne pavidi, chiusi nel cenacolo e abituati al Tempio come unico luogo di culto (Lc 24, 53), si ritrova ad essere individuata come la comunità della “VIA” (Atti 9, 32). Riprendo Atti 1,11 che domenica scorsa abbiamo ascoltato a messa: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?”

Perché la Galilea? Cosa avrà mai voluto dire Gesù con questo invito? E nel brano del vangelo di Matteo 28, 16-20, sempre domenica scorsa, abbiamo ascoltato che Gesù dà l’appuntamento in Galilea: “Là mi vedranno”… Cosa sarà mai la Galilea? Dalla Galilea, Gesù è partito e chiede ai suoi discepoli di ricollocarsi nella Galilea. La “Galilea delle Genti” cioè il luogo della gente, dove si vive la storia, non un luogo a parte, protetto, custodito, ma il mondo, le frontiere, i luoghi degli scartati, le periferie della storia, i segmenti di vita sgangherati dentro e fuori di noi da cui non ti aspetti nulla di buono. da lì ripartire per raggiungere gli estremi confini della terra.

Veniamo così a scoprire che quegli “uomini di Galilea” siamo anche noi e che il mondo è pieno di galilee. Anche dentro di noi. Anche nei paesi e nel territorio della Diocesi non è difficile trovarle le galilee.

Il lockdown ci ha fatto riscoprire il bisogno che abbiamo degli altri, il “bisogno di comunità”, l’intima gioia dell’essenzialità, del dono, della fiducia reciproca, il rispetto di ciò che ci circonda. Ecco, questa è, ad esempio, una “galilea” da cui ripartire, quel luogo-evento in cui non ci si fermi solo a lamentele circa i cali di frequenza, o a denunce sterili circa sacramenti considerati dai nostri fedeli solo occasioni di feste di famiglia».

Le conclusioni del Pastore della Diocesi:
«La Pentecoste del 2020 ci metta nel cuore un grande desiderio di progettare un futuro secondo la logica del nostro Maestro, a ricordarci che “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (Sal 127,1), ad accogliere con generosità lo Spirito capace di disegnare orizzonti sconosciuti, di aprire strade inaspettate, di obbligarci a direzioni ostinate e contrarie per condurci a rive che mai avremmo accostato, a frontiere che mai avremmo creduto di dover traversare, a periferie che abbiamo sempre considerato troppo distanti da raggiungere. E allora avverrà ancora una volta che: Diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3, 1)».

San Severo lì, 31 maggio 2020

Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali/Addetto Stampa della Diocesi
dott. Beniamino PASCALE

SOLENNITÀ DI PENTECOSTE 2020