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Stemma ed Esegesi Araldica

«Verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stannonelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via dellapace» (Lc 1,78-79).

Cristo, luce del mondo, è il sole di giustizia e di verità che rischiara il mondoe ne rivela il suo orientamento al Padre. È la grazia che salva e rendefeconda ogni esistenza. Egli è la luce degli uomini, colui che apre gli occhi ai ciechi (cf. Is 42,6s;49,6; Gv 9) e manifesta ai fratelli l’amore di Dio. È colui che vince la morte –ogni morte – e dona a tutti la pace messianica.

«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete laverità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31-32).

La sua Parola è la luce che illumina i cuori, la verità che rende liberi. È, infatti, il figlio che rivela l’identità nostra come figli e di Dio come Padre, liberandoci dalla menzogna che ci rende schiavi di una falsa immagine dilui e di noi. Questa verità è la grazia di Dio incarnata nella nostra esistenza, che nutre etrasfigura la vita e i luoghi che abitiamo. È il dono della vita trinitaria, descritta nello stemma dalle tre spighe. Si tratta della vita divina chegermoglia in virtù del nostro battesimo (richiamato dall’argento nellapunta dello scudo), lì dove per grazia di Dio siamo chiamati a vivere e aportare frutto.

Il verde e l’argento nella punta dello scudo ricordano, infatti, l’Agro Pontino, luogo di nascita e del ministero presbiterale del vescovo Giovanni. Come la bonifica ha reso fertile la pianura a sud di Roma, così la grazia di Dio redime e ridona nuova vita a tutti coloro che l’accolgono condisponibilità.