VENERDÌ 06/11/2026
I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Il Vangelo di oggi, ci insegna a saper essere “furbi”. Non una furbizia fine a sé stessa, ma è quel piglio che offre il giusto guizzo per non adagiarsi sugli allori, sapendo essere capaci di cogliere e accogliere ogni possibilità di conquistare meriti dinanzi a Dio. Gesù parte da un esempio concreto e quotidiano, nel mondo di ieri, come in quello di oggi, c’è chi si ingegna per non restare indietro e soprattutto per non perdere la possibilità di continuare a mantenere il proprio “posto”. Aguzzando l’ingegno chi sente minacciata la propria sicurezza cerca una strada per restare a galla, su questo Gesù intesse la lode dell’amministratore disonesto, facendo rilevare come noi a volte pur potendo “sfruttare” le occasioni di bene per generare meriti dinanzi a Dio, restiamo invece fermi senza agire. Il Vangelo, ci sta spronando a fare tutto il bene possibile, senza null’altro pensare che è un “possesso” che possiamo presentare al Padre. Oggi aspetterò o agirò?