Storia della Diocesi

La diocesi di San Severo è stata istituita nel 1580, allorquando, su richiesta degli stessi sanseveresi, Gregorio XIII tracattedrale_anticasferiva in questa città, con Bolla del 9 marzo, la cattedra che fino ad allora aveva avuta sede in Civitate, antico centro urbano che era ridotto a scarse rovine disabitate. La nuova diocesi, suffraganea di Benevento, comprese quanto prima apparteneva a Civitate e quanto era di pertinenza dell’abbazia nullius di San Pietro di Terra Maggiore. La chiesa parrocchiale di Santa Maria, la terza delle quattro arcipreture sanseveresi ma la più ricca, fu eletta a cattedrale ed ampliata dal secondo vescovo, il card. Germanico Malaspina, con la costruzione della grande tribuna. Dopo il terremoto del 1627, fu totalmente restaurata e nel 1676, vescovo mons. Orazio Fortunato, riconsacrata dal card. Orsini. Mons. Summantico fece costruire il nuovo campanile e, sotto l’episcopato di mons. Bartolomeo Mollo, si aggiunsero le navate laterali. Il 29 novembre 1853 il Papa Pio IX, essendo vescovo mons. Rocco De Gregorio, concesse al capitolo insegne e privilegi “ad instar abbatum”.Primo vescovo fu Martino de Martinis, dell’Aquila, che inaugurò una serie di Santi pastori i quali, in circostanze storiche molto varie e difficili, pensarono soprattutto a realizzare comunione di intenti e di sentimenti del numeroso clero ed alla formazione del popolo di Dio.
Due vescovi di San Severo ebbero dignità cardinalizia: Germanico Malaspina e Fabrizio Varallo.
In memoria della diocesi di Civitate, i primi vescovi di San Severo prendevano possesso nell’antica diruta cattedrale di Civitate. Essi conservavano, del resto, i titoli di Civitate e Dragonara. A San Paolo, paese erede dell’antica Civitate, ebbero anche un palazzo vescovile in cui si trasferivano l’estate. Vescovo al tempo del terremoto del 1627 fu Francesco Ventura. Mons. Giambattista Monti morì di peste, con tremila sanseveresi, nel 1656. Nel 1678, mons. Carlo Felice de Matta fondò il seminario nell’abolito convento di San Sebastiano dei padri domenicani; ma poco dopo, avendo avuto la possibilità di acquistare un palazzo contiguo all’episcopio, trasferì qui i seminaristi. Nel 1780 mons. Farao ampliò il seminario, ma la definitiva sistemazione dell’edificio fu data nel 1832 da mons. Bernardo Rossi e dal vicario capitolare don Severino Tura. Nell’Ottocento i vescovi curarono in modo particolare il seminario e l’educazione cristiana dei piccoli e coltivarono massimamente la devozione mariana: nel 1857 fu eletta compatrona principale della città e diocesi la Beata Vergine del Soccorso, che si aggiunse ai preesistenti san Severino abate e san Severo vescovo. Un nuovo cammino di fede e d’impegno apostolico si è avuto nel Novecento, a partire, in modo particolare, da mons. Bonaventura Gargiulo, cappuccino.
Deve farsi particolare menzione di mons. Oronzo Durante che, nel governo della diocesi dal 1922 al 1941, diede impulso ad ogni attività apostolica e celebrò due avvenimenti che molto incisero nel cammino di fede della diocesi: l’incoronazione della Madonna del Soccorso nel 1937 ed il primo Congresso Eucaristico Diocesano nel 1938. Ebbe quale dinamico collaboratore don Felice Canelli, sacerdote zelantissimo, le cui fatiche apostoliche non conobbero limiti nei vari campi di lavoro, nel tempo, nei luoghi. Il Vaticano II trovò una diocesi in cammino, sensibile a riforme ed impegni nuovi: di questo cammino i vescovi, a partire da mons. Valentino Vailati, sono stati guide sagge ed illuminate.
Nel 1980, sotto il presulato di mons. Angelo Criscito, la diocesi ha celebrato il suo quarto secolo di vita, vita che continua quella delle antiche diocesi di Civitate e Dragonara.
Nel 1986, vescovo mons. Carmelo Cassati, la chiesa di San Severo, ch’era stata unita “in persona episcopi” a quella di Lucera, riottenne la sua piena autonomia con un vescovo residente in loco.
Negli ultimi anni, mons. Cesare Bonicelli ha dato un forte impulso alla riorganizzazione della chiesa sanseverese prodigandosi per la formazione degli operatori pastorali dei vari settori della vita cristiana.
Mons. Michele Seccia, successore di mons. Bonicelli, nel suo ministero episcopale, fra le altre cose, ha dedicato una notevole attenzione alla pastorale familiare e all’impegno missionario della diocesi.
Gli è successore l’attuale presule, mons. Lucio Angelo Renna, quarantesimo vescovo della diocesi sanseverese. Numerosi i sinodi celebrati fin dalle origini. Già dopo un secolo dall’istituzione della diocesi se n’erano celebrati nove. Nel Settecento ne seguirono altri fino al sinodo di mons. Giancamillo Rossi, celebrato nel 1823. Ultimo è stato quello di mons. Francesco Orlando, nel 1949. In origine la diocesi era costituita dai comuni di San Severo, Torremaggiore e San Paolo di Civitate. Nel primo Novecento vennero aggregati i comuni di Lesina e Poggio Imperiale, che fino ad allora erano parte dell’arcidiocesi di Benevento. Nel 1972 alla Chiesa sanseverese furono assegnati anche i comuni di Serracapriola e Chieuti, già della diocesi di Larino. Nel 1986, colla riforma delle diocesi italiane, sono confluiti in quella di San Severo i comuni di Apricena e San Nicandro Garganico, della diocesi di Lucera-Troia, ed il comune di Rignano Garganico, dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste.