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CELEBRATA IN DIOCESI LA GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA
Il primo febbraio scorso è stata celebrata nella chiesa della SS. Trinità, comunemente chiamata dei Celestini, in San Severo, la giornata della vita Consacrata. Alla S. Messa, presieduta dal Vescovo Mons. Lucio Renna, e concelebrata con i sacerdoti della città e di alcuni paesi della Diocesi, erano presenti religiosi e religiose, le associazioni ecclesiastiche, e i Cavalieri del Santo Sepolcro, con il loro bianco mantello contrassegnato dalla croce di Goffredo di Buglione che rappresenta le cinque piaghe di Nostro Signore. Nell’omelia, Mons. Renna ha esaltato il valore della vita consacrata per ciò che rappresenta per gli uomini e agli occhi della Divina Provvidenza, arrivando finanche a coinvolgere nell’impegno di servizio totale alla Chiesa e a Dio, quei laici che, seppur nella loro condizione laicale, accettano di rispondere alla “chiamata” e si pongono in disponibile ascolto. Mons. Renna, inoltre, annunciando la istituzione in quella chiesa del “Roveto Ardente” che zela l’adorazione della SS. Eucaristia in maniera permanente, ha comunicato alla collettività, di aver deciso di affidare la rettoria a don Luca Di Domenico, che è il suo segretario, quasi a voler porre l’accento sulla particolare attenzione verso la nuova pratica religiosa e la chiesa destinata ad accoglierla. Mons. Renna ha invitato i presenti e tutte le associazioni a garantire la propria presenza per adorare Gesù Sacramentato. Il nuovo rettore, alla fine della celebrazione, ha rivolto un grato pensiero a Mons. Vescovo per l’atto di fiducia accordatagli, a mons. Michele Farulli, parroco nella cui giurisdizione cade la rettoria, ai confratelli nel sacerdozio per la loro presenza e per l’aiuto e i suggerimenti che gli vorranno far pervenire, ai religiosi, alle religiose e ai numerosissimi fedeli presenti. Un ringraziamento specifico è andato ai Cavalieri del Santo Sepolcro dai quali, è sembrato di capire, si aspetta un’attenzione particolare. Alla fine della messa, come in ogni incontro che si rispetti… dulcis in fundo. Al nuovo rettore vanno i nostri migliori auguri di buon apostolato, perché il pezzo di “vigna” assegnatogli dal Signore sia generoso di buoni frutti, e l’assicurazione delle nostre preghiere perché il Buon Dio lo aiuti a capire la sua volontà, ma soprattutto lo aiuti a compierla.
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